Area Anziani

Area anziani in movimento

L'attività è realizzata nel territorio da varie Associazioni con l'obbiettivo di attivare i cittadini anziani a livello motorio e ricreativo come funzione di prevenzione rispetto all'invecchiamento fisico e mentale della popolazione anziana.

L’attività sul territorio e’ cosi’ articolata:
Organizzazione di Corsi bisettimanali di Ginnastica di mantenimento e posturale, Ginnastica Dolce, Ballo Liscio, Bocce, Iniziative Complementari quali Feste, Gite etc.
Attivazione di Corsi di Animazione per anziani.

Nel presente progetto il Comitato intende coinvolgere, attraverso momenti promozionali e divulgativi, un numero maggiore di anziani di quanti attualmente gia’ praticano attività: far conoscere quindi a tutti che si puo’ invecchiare meglio e piu lentamente tenendo il proprio corpo in esercizio.

Si stanno inoltre effettuando interventi di sensibilizzazione nei confronti di Amministrazioni Comunali e Comunità Montane del territorio per proporre interventi di Ginnastica a Domicilio atti a reinserire nella vita attiva anziani che per varie cause (post-traumatiche e/o psicologiche) si trovino in condizione di parziale immobilità.
Complessivamente il progetto coinvolge 200 anziani

La Ginnastica a domicilio

Lo scopo di questo progetto è quello di portare la ginnastica dolce a domicilio delle persone anziane, che stanno per entrare in quell’area del disagio caratterizzata da problemi di solitudine. Problemi mediati da altri fattori fra i quali il progressivo abbandono di alcune funzioni della propria corporeità.
Quando una persona anziana inizia a rinchiudersi nella propria casa o nella stanza dell’istituto in cui è ricoverata, e rinuncia poco per volta ad utilizzare le proprie possibilità di movimento, “suonano” alcuni campanelli di allarme. Prima, però, che questi campanelli suonino, i parenti, gli amici o i conoscenti e medici e assistenti sociali si sono già resi conto che qualcosa sta succedendo.

La persona a rischio comunica con il proprio ritirarsi progressivo da quelle che fino a poco tempo prima erano considerate normali attività quotidiane (andare a fare la spesa, andare verso qualche luogo, frequentare gli amici, andare in chiesa o in luoghi di ritrovo, accogliere i parenti o amici per pranzi o serate particolari), che qualcosa è successo o sta per succedere.
Spesso un incidente lieve o una incomprensione sono l’anticamera di risposte comportamentali che amplificano effettive difficoltà fisiche. Quel sentirsi sempre più stanchi, che molti vecchi comunicano, ha un fondo di verità legato al procedere dell’età, che spesso è collegato al progressivo accorciamento dei propri “percorsi di vita”.

Infatti dal supermercato “distante” ci si avvicina al negozio “sotto casa”, anche se fino a ieri aveva dei prezzi proibitivi, oppure il luogo di incontro con i coetanei viene trasferito in casa propria e il numero di incontri progressivamente si dirada. Man mano che il vecchio riduce le distanze, induce cambiamenti sostanziali nel metabolismo delle proprie giornate e si ritrova quanto prima seduto in poltrona ad aspettare la sera. L’anticamera dell’invecchiamento effettivo, e di molte malattie correlate, è la rinuncia progressiva a continuare ad utilizzare il proprio corpo, sia con il movimento vero e proprio, che come tramite di comunicazione con gli altri.
Non è un caso che le persone anziane che si muovono di più, si sentono anche più in pace con se stesse e addirittura più belle, mentre le persone che si richiudono in sé, accompagnano questa scelta con un immancabile atteggiamento di trasandatezza…non si curano più, aspettano!

Con questo progetto ci inseriamo in questa ATTESA, che è notata dal parente, dall’amica, dal conoscente, dall’assistente sociale, dal medico di fiducia o dalle strutture di ricovero, dando la possibilità a tutte queste persone (parenti, amici, conoscenti, assistenti sociali, medici) di diventare agenti di un processo che sfrutta la situazione “amicale” per tentare un recupero della persona a rischio andando oltre l’osservazione del decadimento progressivo del vecchio.
Queste persone sono coloro che frequentano i nostri corsi di ginnastica o soci di altre associazioni territoriali, impegnati in progetti assistenziali collegati alla vecchiaia, oppure assistenti sociali o personale delle strutture di ricovero che per professione entrano in contatto con persone a rischio o medici che assistono ad un cambiamento di stato di un proprio paziente. Costoro possono essere i promotori del nostro intervento che consta nell’invio dell’operatore (istruttore) a casa della persona segnalata accompagnato da una persona di sua fiducia.

Nel caso di parenti, amici o conoscenti, l’accompagnamento risulterà più immediato e “semplice”, dato che il rapporto di conoscenza è già una garanzia che il prosieguo del progetto può essere possibile, mentre per l’assistente sociale o il medico la segnalazione dovrà per forza di cose essere sostenuta direttamente dagli stessi addetti ai lavori o per tramite di chi (accompagnatore) tenterà di contattare la persona segnalata per costruire un rapporto di fiducia e poter quindi proporre l’arrivo del nostro collaboratore (operatore).